PAROLA D’ORDINE: ACCESSO! (parte prima)

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Il diritto di cittadinanza in Internet, ovvero esistervi ed usufruire dei suoi servizi, si esercita attraverso l’ACCESSO.

Il DIRITTO all’ACCESSO è un diritto fondamentale, riconosciuto dalla nostra Costituzione (art. 2 e 3), dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dal I emendamento della costituzione degli  USA.

Il Legislatore lo considera un SERVIZIO UNIVERSALE, un diritto che coincide con la visione di  Internet inteso come BENE COMUNE.

infatti, il Codice delle comunicazioni elettroniche (D. Lgs 259/2003) all’ art. 54 stabilisce che “qualsiasi richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa alla rete telefonica pubblica e di accesso da parte degli utenti finali ai servizi telefonici accessibili al pubblico in postazione fissa è soddisfatta quanto meno da un operatore. Il Ministero vigila sull’applicazione del presente comma.
La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet
”.

Il concetto di SERVIZIO UNIVERSALE prevede, quindi, che tutti i cittadini siano messi in condizione di accedere ai servizi base.

In concreto, è necessario assicurare la connessione alla Rete pubblica fissa a un prezzo accessibile comprensiva della fruizione dei servizi forniti via Internet.

Garantire questo diritto a tutti i cittadini è compito e responsabilità dei Governi Nazionali, i quali devono favorire, attraverso la c.d. Agenda Digitale (cioè quelle linee di politica della Rete da intraprendere per promuoverne lo sviluppo nella società), la realizzazione di programmi condivisi che assicurino una capillare diffusione dello strumento Internet.

L’introduzione della banda larga e dei servizi di ultima generazione dovrebbero essere una priorità assoluta della e-governance.

Ebbene, se abbiamo ben chiaro cosa sia il DIRITTO all’ACCESSO, non è, invece, per nulla comprensibile come questo possa essere reso un diritto concretamente esercitabile da tutti, in un paese dove la connessione alla Rete è, per molti, ancora qualcosa di complesso e costoso, addirittura sconosciuto.

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