Cookie! un biscottino dal sapore amaro!

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Attenzione!

Il seguente articolo non si basa su sondaggi, statistiche e/o ricerche a campione.

I fatti raccontati si riferiscono esclusivamente all’esperienza professionale della scrivente, pertanto non pretendono di avere alcun valore scientifico.

Fatta questa doverosa premessa, si augura buona lettura!

… … …

È passato un mese dall’entrata in vigore,  in Italia, della c.d. “cookie law” e solo oggi sono qui a parlarne.

Ho volutamente atteso un lasso di tempo ragionevole, prima di affrontare l’argomento perché, questa volta, ciò che mi preme davvero non è affrontare la normativa su un piano strettamente giuridico – la rete è piena di vademecum  esaustivi sull’argomento  –, bensì raccontarne gli effetti concreti.

Partendo, dunque, dal presupposto che sappiamo tutti di cosa sto parlando – cosa sia un cookie e quale sia il contenuto della novella – vediamo cosa è successo nella vita di tutti i giorni.

Ebbene, quello che posso raccontarvi è che l’atteggiamento di coloro che possiedono un sito o una piattaforma e-commerce è passato dal totale disinteresse, al panico da “notte prima degli esami”, al “fai –da – te” più sfrenato.

Indubbiamente, come ogni nuova normativa che si rispetti, anche questa sui cookie è stata accompagnata da una buona dose di disinformazione e da altrettanta confusione, ma la cosa più interessante è stata la totale “mancanza di serietà” attribuita alla norma stessa.

Mi spiego meglio.

Se da un lato mi è capitato di contattare personalmente clienti che non avevano minimante idea di cosa stessi parlando, viceversa ho ricevuto richieste di intervento di persone assalite dall’ansia di dover scongiurare l’ “arresto da parte delle forze dell’ordine”.

Mi sono sentita domandare consigli del tipo “che dici mi basta inserire una dicitura leggibile in home page con cui avvertire gli utenti dell’utilizzo dei cookie e sono a posto?”, oppure altri – molto più temerari – mi comunicavano la loro intenzione di dichiarare di non usare i cookie (quindi di dichiarare il falso!).

Ma la frase più gettonata in assoluto è stata  “finchè mi beccano!!!!”.

Eh si, finchè ti beccano!

Infatti,  qualcuno “è stato beccato”! e vai con la scrittura di una cookie policy d’urgenza, da caricare on line il più presto possibile, per evitare le gravi conseguenze previste dalla legge.

Insomma, il solito pressappochismo di cui deteniamo il primato nel mondo si è manifestato anche stavolta.

A questo punto, mi rifaccio ad uno dei primissimi articoli di questo blog,“e- commerce: nessuna improvvisazione” e, come in quell’occasione, anche oggi il mio appello va ai proprietari di un sito o una piattaforma e-commerce o a coloro i quali stanno per realizzarne una.

Il mio consiglio è di affidarsi a professionisti del settore che seguano per voi l’aspetto legato alla redazione di documenti di privacy policy, condizioni d’uso del sito, condizioni di vendita  e, adesso, anche di cookie policy, anziché relegare tutto al caso o al troppo diffuso copia/incolla.

Non improvvisatevi esperti di diritto perché le conseguenze potrebbero essere davvero poco piacevoli.

Quali?

Nel caso dei cari “biscottini”, si va dalle sanzioni amministrative salatissime da un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 36.000 Euro, a quelle per chi non è in regola con i c.d. cookie di profilazione, che vanno va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 120.000 Euro. La mancata notificazione al Garante, infine, prevede una sanzione da 20.000 a 120.000 Euro.

Per la serie … siete stati avvertiti!

di Camilla Picca

Riproduzione riservata

 

 


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